Quando scegliamo una pesca al supermercato, difficilmente pensiamo a tutto quello che è successo prima che arrivasse lì. Eppure, la sua storia è iniziata molti mesi prima, quando nei pescheti non c’era ancora nemmeno un frutto.
Tutto comincia da un fiore
È la primavera a dare il via a tutto.
I pescheti si riempiono di fiori rosa e il paesaggio cambia completamente aspetto. È uno dei momenti più belli dell’anno, ma anche uno dei più importanti: ogni fiore porta con sé la possibilità di diventare un frutto.
Da qui cominciano mesi di lavoro e attenzione. Le piante vengono seguite durante la crescita, rispettando i loro tempi e quelli della natura, fino a quando tra le foglie iniziano a comparire i primi piccoli frutti. Poi arriva il sole dell’estate.
Le pesche crescono, cambiano colore e raggiungono progressivamente la giusta maturazione. Ed è proprio in questa fase che l’esperienza di chi lavora ogni giorno nei campi diventa fondamentale per riconoscere il momento migliore per la raccolta.
Pesche e nettarine: simili, ma non uguali
Pesche e nettarine appartengono alla stessa specie, ma hanno caratteristiche che le rendono facilmente riconoscibili.
La pesca ha una storia antichissima: originaria della Cina, nel corso dei secoli ha attraversato la Persia e la Grecia, fino ad arrivare in Europa e diffondersi anche grazie ai Romani.
La nettarina, invece, deriva da una mutazione naturale del pesco. La riconosciamo subito per la sua buccia liscia, ma a distinguerla sono anche una polpa generalmente più soda e un gusto intenso.
Per I Campi del Sole entrambe rappresentano produzioni molto importanti: ogni anno raccogliamo mediamente circa 8.000 quintali di pesche e 22.000 quintali di nettarine.
Numeri importanti, certo. Ma dietro quei numeri ci sono soprattutto persone.
Dietro ogni frutto c’è molto più di quello che vediamo
Ci sono il lavoro quotidiano nei campi, la conoscenza delle piante maturata nel tempo, la selezione dei frutti e l’attenzione dedicata a ogni fase della produzione.
Il nostro obiettivo è portare sulle tavole degli italiani prodotti di qualità durante tutto l’anno, grazie a un’ampia varietà di agrumi, pesche e albicocche e a una filiera organizzata che trova nella GDO il suo principale canale di riferimento.
Così, quando una pesca arriva sulla nostra tavola, tutto sembra molto semplice: la scegliamo, la tagliamo e la assaggiamo.
Ma dentro quel morso c’è molto di più.
Ci sono mesi di attesa, giornate trascorse nei campi, esperienza, cura e una storia cominciata molto prima dell’estate, tra i fiori rosa di un pescheto.
Perché le cose buone hanno sempre una bella storia da raccontare.
